Lamentarsi non significa creare qualcosa. Ribellarsi non significa ricostruire. Sbeffeggiare le cose non significa cambiarle. [Palahniuk - Soffocare]
Catching Elephant is a theme by Andy Taylor

Stai via e poi torni. Lo hai già fatto svariate volte. E la tua città ti respinge come fossi erbaccia, nonostante tu cerchi di aggrapparti ad essa come edera.
Lei cammina a passi più incerti, stavolta. Ci va giù piano, quasi in segno di rispetto, e tutti sembrano guardarla come se fosse in realtà un fantasma, tornato dall’oltretomba per chissà quale motivo. In qualche universo strano – parallelo – potrebbe anche essere una giustificazione plausibile. Ma non adesso, non in questo mondo.
In questo mondo lei è solo una ventenne schizzata, così direbbero.
In questo mondo, quelle come lei sono viste con un occhio di riguardo dal mondo dei grandi. Perché hanno paura.
« Sei tornata, allora è vero »
Marco l’aveva vista arrivare dall’angolo della strada, molti metri più in là, ma aveva fatto finta di niente finché non se l’era trovata a meno di due metri.
« Sai che non dipende da me »
Non dipende da lei, lei è solo la vittima, anche se vittima ci si è voluta fare da sola.
Nella vita si ha la volontà. Si ha un cervello per pensare. Quella cosa che ti rende libero di decidere per te stesso, quella cosa che in teoria dovrebbe renderti responsabile.
Era successo tutto troppo presto.
« E’ sempre dipeso da te » le dice, colpendola in fondo.
E’ la stessa di sempre. Stessi jeans strappati al ginocchio, la sciarpa avvolta attorno al collo che il viso sembra sprofondarci. I suoi capelli biondi ossigenati e rovinati, con la frangia puntata sulla testa con una forcina nera. E la matita colata, quella non manca mai. Il volto un po’ sfigurato dai segni di qualche malattia che ti prende quando sei piccolo e che probabilmente non ricordi nemmeno di aver avuto.
Giulia si appoggia al muro e si accende la sua sigaretta, che è l’unica cosa che ancora può fumarsi, e sa che probabilmente agli altri farà impressione vederla fumare qualcosa che non sia erba.
L’altro la osserva e poi le toglie la sigaretta di bocca, la butta atterra e la schiaccia con il piede.
« Adesso però basta! »
Giulia lo guarda quasi sconvolta.
« Non credo che una sigaretta mi possa uccidere, e poi non è una canna. Lo sai, adesso basta con quella roba »
« L’hai detto anche l’ultima volta e quella prima ancora » le dice, guardandola negli occhi. Poi si appoggia con la schiena al muro e osserva i passanti che li guardano con lo sguardo storto. « Funziona così: tu prendi e te ne vai in quella cazzo di clinica, stai via quanto ti pare, finché non ti dicono che puoi uscire, poi torni e giuri su Dio che non ricominci. Dopo mezzo mese sei di nuovo lì con la canna in bocca e qualche alcolico in mano. Ormai credo di essermici quasi abituato! »
E pensare che stava per raccontargli la cazzata che le avevano detto in clinica, sull’alcol. Dicono che se non smette anche con quello rischia di diventare dipendente, e poi qualcosa sui livelli di qualcosa nel sangue, che non è stata a sentire. Glie lo voleva dire, a Marco, di quanto siano stupidi i medici e delle cazzate che sparano alle volte.
Certe cose ti fanno credere che non possa esserci più una via di fuga, e con quelle parole Marco aveva appena chiuso un cerchio, aveva appena deciso che da quel cazzo di centro di recupero lei non ne sarebbe mai uscita definitivamente.
Quando gli altri smettono di credere in te, allora sei fottuto, allora inizi a pensare che sia colpa tua.
Giulia sente gli occhi riempirsi di lacrime e non sa se andarsene da lì o restare. Non sa se sbattergli in faccia il dolore che le ha appena provocato, o fare retro front prima che le lacrime inizino a scendere.
Nel dubbio, Marco si è già voltato e la sta guardando, e lei sta lì, con quelle sue lacrime in bilico, senza più parola in bocca perché sa di avere torto. Sa di essere lei quella problematica, quella con i neuroni bruciati da certe schifezze.
Appena lui allunga una mano per attirarla a sé, lei si scansa, si volta e se ne va. Così. Con tutta la rabbia del mondo nelle vene, e tutta per se stessa.